SOS uomo chiama uomo chiama donna chiama noi chiama tutti

 

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana ...."

Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana

Cosa fa la città

Arte e solidarietà nella nuova mostra ai Musei Capitolini


Arte e solidarietà ancora una volta insieme per una nuova iniziativa dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), in collaborazione con il Comune di Roma, volta a raccogliere fondi per oltre 20mila bambini sudanesi e ugandesi costretti a fuggire dalle proprie case.

Da martedì 25 settembre alle 18, presso i Musei Capitolini, apre la mostra "Istruzione: un futuro di speranza", che raccoglie le opere donate per la V edizione di 'Arte Contemporanea per i Rifugiati' da oltre trenta artisti italiani e stranieri, coinvolti nell'iniziativa di Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale Romano.
La mostra, ospitata nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli dei Musei Capitolini, e realizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, resterà aperta fino al 4 novembre, dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 20.00.

Tutte le opere presentate nell'esposizione verranno poi battute all'asta da Christie's presso Palazzo Clerici a Milano il prossimo 27 novembre, con il fine di raccogliere la somma di oltre mezzo milione di euro necessaria per finanziare il progetto "Istruzione: un futuro di speranza". Gli obiettivi del
progetto, i cui beneficiari saranno 20.257 bambini ugandesi e sudanesi che vivono nei due campi profughi più disagiati dell'Uganda, nei distretti regionali di Arua e Yumbe, sono: la realizzazione di 8 scuole elementari, l'acquisto di 4mila banchi, il versamento di incentivi a sostegno di 200 insegnanti locali e il finanziamento della formazione di 60 docenti.

Le passate edizioni di 'Arte Contemporanea per i Rifugiati' hanno consentito la raccolta di oltre 800mila euro, grazie a cui sono stati finanziati importanti progetti quali la fornitura di latte terapeutico per piu` di 400mila bambini di 4 paesi africani, la realizzazione di pozzi d'acqua per oltre 80mila rifugiati, l'approvvigionamento di tende per proteggere più di 200mila rifugiati dalla
forte escursione termica nel Darfur e cure mediche e istruzione per oltre 17mila rifugiati colombiani fuggiti in Ecuador.

Gli artisti coinvolti sono: Carla Accardi, Afro, Baldo, Roberto Bernardi, Gregorio Botta, Maurizio
Cattelan, Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Luigi Di Sarro, Piero Guccione, Joseph Kosuth, Mimmo Jodice, Francesca Leone, Riccardo Licata, Fabio Mauri, Igor Mitoraj, Hermann Nitsch, Nunzio, Ben Ormenese, Mimmo Paladino, Luca Patella, Cristiano Pintaldi, Vettor Pisani, Piero Pizzi Cannella, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Remo Salvatori, Mauro Saviola, Raphaella Spence,
Joe Tilson, Marco Tirelli.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"..L'uomo che ha percorso le vie della terra, e ha trasformato in oro le mie scorie, e mi ha insegnato ad amare quanti mi odiano e nel far questo mi ha dato conforto e ha ispirato dolci sogni al mio sonno...nella mia esistenza è questo il miracolo." Da "Gesù figlio dell'Uomo" di K.Gibran

«Il primo passo nell'evoluzione dell'etica è un senso di solidarietà con altri esseri umani» (Albert Schweitzer, Premio Nobel per la pace 1952)

In questa sezione vengono proposti alcuni articoli per approfondire le principali aree tematiche a cui si estende la bioetica, con l'intento di affrontarne in modo chiaro, pur senza pretesa di essere esaustivi, le linee portanti. Un significato peculiare ha la divisione della sezione in sei aree tematiche: Orizzonti della bioetica (in cui si presentano gli scenari storico-culturali ed i fondamenti teorici delle diverse prospettive bioetiche), Bioetica e ricerca scientifica (in cui si prendono in esame gli aspetti della bioetica strettamente connessi all'attività di ricerca scientifica), Bioetica e clinica (in cui si analizzano i criteri di riflessione bioetica sulle modalità della cura e dell'assistenza medica ai malati), Bioetica e diritto (in cui si mettono a fuoco le questioni giuridiche che si aprono su tutti i fronti della bioetica), Bioetica ed educazione alla salute (in cui si affrontano le radici soggettive e le prospettive educative dei comportamenti che possono essere bioeticamente significativi) ed infine Bioetica e ambiente (perché si può incidere sulla vita e la salute dell'uomo sia intervenendo direttamente su di lui, sia attraverso la natura e l'ambiente in cui l'uomo vive). Data la natura culturalmente dinamica della bioetica come disciplina e come insieme di competenze interdisciplinari, sarà necessario arricchire costantemente questa sezione per offrire strumenti di comprensione sempre più adeguati.

Bioetica

Bioetica: per difendere l'uomo non basta fargli la morale

Sganciare il dibattito sull'embrione dalla questione dell'«essere» per spostarlo solo sul piano etico è una soluzione falsa e illusoria

 

Abbandonando lo studio della matematica e geometria, Pascal si volse al quello dell'uomo, pensando di trovarvi molti compagni. Scrisse invece: «Sbagliavo: sono meno ancora di quelli che studiano le matematiche». Parrebbe che la situazione contemporanea falsifichi la sua osservazione, tante sono le discipline che si occupano dell'uomo. Eppure a una considerazione un poco attenta molti avvertono che quest'ultimo rimane un essere sconosciuto che deve sempre venire riscoperto come ai tempi di Pascal.

Di questa situazione sono chiaro segnale i dibattiti, le perplessità, i dubbi che circondano l'idea di persona. Certo, il rispetto della persona è diventato un principio «ecumenico», davanti al quale ciascuno si cava il cappello e presta un omaggio verbale. Ma se si gratta un poco la vernice, ci si accorge che l'omaggio nasconde decisive differenze. Figuriamoci poi quando si ha a che fare con la persona negli stati di confine, vale a dire al primo inizio della vita umana (embrione) e nel periodo di prossimità alla morte. Come è largamente noto, e su questi eventi che si trasferiscono con angoscia decisivi dilemmi morali, che sono tali in quanto implicano ancor più decisivi dilemmi antropologici: chi e che cosa è persona? Quale rispetto dobbiamo all'embrione? L'embrione è persona umana sin dal concepimento?

La posizione ontologico-sostanzialistica offre buoni argomenti che rendono plausibile questo assunto, mentre quella gradualista ritiene che l'embrione umano acquisisca a passettini quelle qualità che faranno di lui una persona: in tal mondo l'embrione (e poi il feto) apparterrebbe alla specie homo sapiens, ma non sarebbe una persona umana.
La prima posizione argomenta invece a favore dell'equivalenza ed equiestensionalità di tali due concetti. Nel suo quadro si ritiene che la persona non sia una realtà indipendente della sua base biologica, aspetto che vale in particolar modo per l'embrione, radicato forse più profondamente dell'adulto nel mondo vitale e biologico.

Il rischio spiritualistico, che stacca le persone dalla loro corporeità, non è forse migliore di quello materialistico che riduce l'individuo a materia organica. Ai miei occhi l'embrione non è soltanto un essere del mondo, alla stregua di un oggetto, ma un essere nel mondo, ben radicato nello strato basale della vita ma non riducibile a ciò. Fin dal suo inizio l'embrione umano va considerato un cittadino della società degli uomini, uno come noi per il suo volto d'uomo, dotato del carattere essenziale di essere un altro: un Autrui, come avrebbe detto Lévinas. Se qualcuno è un Autrui, non riceve il suo valore e la sua consistenza da noi, ma li possiede per diritto di natura.

Che dire della pratica del congelamento degli embrioni? Quale diritto abbiamo di bloccare brutalmente lo sviluppo dell'embrione che presto sarebbe divenuto feto e poi neonato? Un minimo di riflessione, che invece tanti rifiutano ostinatamente di effettuare, convincerà che producendo il congelamento noi esercitiamo una violenza iniqua e vessatoria sull'embrione, un altro atteggiamento sostiene che il feto e perfino il neonato è persona solo in quanto è voluto, accolto, nominato. Il presupposto tragico di questa tesi è che l'uomo è soltanto relazione e che di conseguenza se l'altro gli nega accoglienza e razionalità, egli non è, è mera realtà biologica senza valore e qualità che può essere ricacciata nella non-vita.

Sembra riesumata la crudele prassi del primo diritto romano, secondo cui il Pater familias aveva diritto di vita o di morte sul neonato? Queste e altre pseudo-soluzioni dipendono da un assunto filosofico fondamentalmente anti-realistico: sganciare il dibattito sull'embrione umano dal piano ontologico-descrittivo per spostarlo solo su quello morale-giuridico, dove non si confrontano conoscenze ma si ricercano mediazioni basse secondo le variabili maggioranze. Il fare della persona non una qualità reale, ma il frutto di una decisione morale, fondata in ultima istanza sull'arbitrio, è un volto imponente di quel nichilismo che affligge la cultura.

Esso, nascendo dall'oblio dell'essere, riduce la filosofia solo all'etica, e sottintende una enorme illusione: ossia che ce la possiamo cavare appellandoci all'etica (per favore, dateci un etica, dicono molti con affanno), senza considerare che l'etica da sola è assolutamente impari rispetto a problemi come quelli dell'embrione.

Vittorio Possenti

Ordinario di Filosofia Morale all'Università di Venezia  e membro del Comitato Nazionale di Bioetica

Etica

L'etica (il termine deriva dal greco έθος, ossia "condotta", "carattere", “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti di ciò che viene vissuto come buono, giusto o moralmente corretto, in contrapposizione a ciò che è male, o è sbagliato. Si può anche definire l'etica come la ricerca di una gestione adeguata della libertà.

Spesso viene anche detta filosofia morale. In altre parole, essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo.

È consuetudine differenziare i termini 'etica' e 'morale'. Sebbene essi spesso siano usati come sinonimi, si preferisce l'uso del termine 'morale' per indicare l'assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Si preferisce riservare la parola 'etica' per riferirsi all'intento razionale (cioè filosofico) di fondare la morale intesa come disciplina.

L'etica può essere descrittiva se descrive il comportamento umano, mentre è normativa (o prescrittiva) se fornisce indicazioni. In ogni caso l'indagine verte sul significato delle teorie etiche.

Può essere anche soggettiva, quando si occupa del soggetto che agisce, indipendentemente da azioni od intenzioni, ed oggettiva, quando l'azione è relazionata ai valori comuni ed alle istituzioni

 

1. Orizzonti della bioetica  2. Bioetica clinica  3. Bioetica e ambiente  4. Bioetica e comunicazione  5. Bioetica e diritto

 6. Bioetica e ricerca scientifica  7. Bioetica ed educazione alla salute  (Fonte: Portale di bioetica)

 

 

 

 

 
Etica