IL CINEMA E I FILMAKER' TOOLS

 
 

Il Corso intende fornire una preparazione da filmaker’ tools della durata di sei mesi per 400 ore tra teoria e pratica. Il corso si pone come obiettivo primario la preparazione di una figura professionale di fondamentale importanza nel settore cinematografico e dell’audiovisivo in generale.

Diventare un buon filmaker significa avere una visione complessiva di tutto l’iter di creazione di un prodotto audiovisivo: dall’idea iniziale, alla realizzazione fino alla distribuzione.
Il corso fornisce una vasta gamma di conoscenze che spaziano dalle informazioni sugli strumenti più adeguati per la realizzazione di un video, alle tecniche di inquadrature, alle regole di montaggio, ai formati video più utilizzati, alla distribuzione audiovisiva.

La tecnologia adottata permette una facile fruizione dei percorsi suggeriti, anche per chi ha meno dimestichezza con il corso proposto. 

Al termine del percorso i discenti saranno in grado di produrre, sulla base di tutte le informazioni e le tecniche elargite, un cortometraggio che sarà sottoposto alla valutazione del docente e che avrà la possibilità di essere scelto per la pubblicazione sul sito della Lumuci e inviato ai festival.

 

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COME  NASCE  UN  FILM

L'idea
Il mondo del cinema è in continua evoluzione e conserva sempre il fascino e la magia che lo accompagnano dalle prime proiezioni di inizio secolo.
Da anni si ripete che il cinema italiano e' in crisi e ciclicamente si intravedono segnali di ripresa. In realtà la produzione cinematografica italiana e' profondamente cambiata da tempo ed e' impossibile pensare di tornare a passate gloriose stagioni. Negli anni sono cambiate le tecniche, le macchine e soprattutto il mercato: ma il modo di fare un film e' rimasto lo stesso. All'inizio c'e' sempre un'idea, finita in qualche modo sul tavolo del produttore. Questa idea, il soggetto, passa nelle mani di uno o più scrittori - gli sceneggiatori - che trascorrono settimane o mesi a stendere prima il trattamento (la storia pensata per il cinema, con i personaggi e già suddivisa in scene) e poi la sceneggiatura vera e propria, completa di dialoghi ed indicazioni tecniche per le riprese. Il produttore valuta se vale la pena di realizzare il film e quanto investirvi, cercando di avere già in mano un contratto per la vendita dei diritti televisivi. Egli affida di solito il compito esecutivo ad un direttore di produzione, fissando un preventivo delle spese, un progetto finanziario ed un piano di lavorazione del film.

 

Il casting

Si deve poi scegliere a chi affidare l'esecuzione del film: prima di tutto va scelto - e lo fa di solito direttamente il produttore - il regista e i protagonisti principali. Un direttore casting si occupa invece di selezionare gli attori minori e di predisporre i contratti per tutto lo staff.

Uno scenografo viene incaricato di disegnare e realizzare le scene, un costumista di progettare gli abiti e altri professionisti di predisporre tutto ciò che deve essere pronto il giorno del ciak.

 

L'organizzazione
Segretarie e assistenti, in base al piano di lavora, si occupano di organizzare tutto per le scene da girare nei teatri di posa o nei luoghi esterni: in questo caso fanno i sopralluoghi, noleggiano gli automezzi e il materiale tecnico, prenotano i viaggi e chiedono i permessi. Vengono poi contattati gli stabilimenti di sviluppo e stampa, prenotati gli spazi, stipulate le assicurazioni.


Il set

Finalmente arriva il primo giorno di lavoro sul set: falegnami, pittori, elettricisti, ultimano i ritocchi delle scene assieme allo scenografo. Il regista con il direttore della fotografia stabilisce la disposizione delle luci e spiega all'operatore di ripresa come vuole che siano le inquadrature. Sul set ci sono anche i tecnici del suono, con microfoni e registratori, e tutti gli assistenti e aiutanti.

Secondo l'ordine di convocazione, si presentano le comparse, i truccatori, i parrucchieri, i costumisti. Tutto e' ormai pronto. Si provano le luci, i microfoni, si carica la macchina da presa. Poi l'atteso ordine del regista: "motore, azione" e finalmente si comincia a "girare", gergo tecnico che indica il movimento della pellicola nella macchina da presa. Il principale supporto per i film è ancora la pellicola fotosensibile da 35mm (o da 16 millimetri per i dilettanti) anche se l'elettronica avanza con passi ad gigante.

Gli attori, che hanno ripassato la parte in camerino dove sono stati vestiti e truccati, recitano le loro battute. I macchinisti spostano i loro carrelli con la cinepresa dietro cui sta l'operatore. I creatori di effetti speciali animano i loro trucchi. Il regista segue e controlla ogni cosa. Così si lavora per ore e ore, ripetendo ogni scena fino alla perfezione.

Nel frattempo c'è chi si occupa delle convocazioni per i giorni successivi, chi di far portare i cestini pranzo ben caldi per tutti, chi prende nota di quanto avviene sul set, chi trova all'ultimo istante gli oggetti di scena e chi tiene a bada il pubblico dei curiosi. Al termine della giornata il regista e i suoi assistenti scelgono il materiale buono e scartano le scene venute male. Le bobine del "girato" sono mandate al laboratorio di sviluppo, dove la pellicola viene stampata e montata in una prima approssimativa sequenza: nasce così, giorno per giorno, la copia lavoro. Tutti i negativi sono gelosamente custoditi: potrebbero sempre essere utili.
Otto ore di lavoro di decine e decine di persone servono per realizzare circa novanta secondi del film che il pubblico vedrà nelle sale. Si va avanti così ogni giorni, per settimane, a volte per mesi.

 

La post produzione

Alla fine di tutte le riprese la troupe viene sciolta, ma il lavoro è solo a metà. Inizia infatti la fase di post produzione nei laboratori: con la moviola su cui viene fatta scorrere avanti e indietro la copia lavoro, il montatore, il direttore di montaggio e il regista, visionano tutte le sequenze, le tagliano e le incollano una dietro l'altra, accorciando o allungando le singole scene, in modo da dare al film la sua forma definitiva. Quando necessario, vengono aggiunti gli effetti speciali e le animazioni creati al computer.

Il doppiatore che alcune volte dà voce agli attori, deve riuscire a trasmettere la stessa carica emotiva data dall'attore nella versione originale. Si ricorre a questa figura di solito per commercializzare il film in un'altra lingua o per sopperire a mancanze durante le riprese. Il montatore audio si occupa intanto della colonna sonora, aggiungendo gli eventuali rumori mancanti in collaborazione con il rumorista. Un direttore musiche sceglie tra le registrazioni esistenti la colonna musicale del film o addirittura compone ex novo le musiche, che saranno eseguite da un'orchestra in un apposito auditorum. Dopo diverse settimane di lavoro, immagini, dialoghi, rumori, colonna musicale vengono finalmente uniti in un solo nastro con l'operazione di missaggio: nasce così la prima copia del film.

Il lancio

La prima proiezione è di solito destinata al produttore, al regista e al distributore, cioè la persona che si occupa dei contratti di distribuzione e noleggio del film alle sale cinematografiche. Da questa copia standard, una volta accettata, gli stabilimenti di stampa producono le bobine destinate alla proiezione nei cinema.
L'
addetto stampa si occupa della promozione del film sui giornali e le riviste specializzate. Altri esperti di marketing e pubblicità preparano la campagna di lancio: dai trailer (brevi spot per la televisione) ai manifesti, dalle locandine ai gadget che ormai accompagnano tutte le pellicole di maggior successo.

Un lavoro come si vede complesso, che interessa molteplici campi, sempre in grande evoluzione assieme a tutto il sistema delle comunicazioni. Quando però le luci si spengono e inizia la proiezione della "prima", per tutti che hanno lavorato alla pellicola, l'emozione resta sempre la stessa.