Il convegno di bioetica

 

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Le ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, fondano sul messaggio evangelico e sull'insegnamento della Chiesa la loro azione per la promozione dei lavoratori ed operano per una società in cui sia assicurato, secondo democrazia e giustizia, lo sviluppo integrale di ogni persona. Nate nel 1945, oggi contano circa 900.000 soci, in Italia raggiungono con i loro servizi circa 3 milioni di utenti, attraverso le oltre 6.500 strutture territoriali. Sono presenti anche in 16 Paesi europei ed extraeuropei, laddove vi è stata una forte emigrazione di lavoratori italiani

     
   

Inizio lavori   ore 9.00

Saluto delle Autorità

On. Alberta De Simone - Presidente della Provincia di Avellino 

Dott. Giuseppe Galasso - Sindaco di Avellino

Dott. Giuseppe Rosato – Direttore Generale A.O. “San Giuseppe Moscati”AVELLINO

Prof. Giovanni Del Rio – Preside Facoltà Medicina e Chirurgia SUN Napoli

Prof. Dario Andretta – Presidente e Chancellor Libera Università Multidisciplinare Umanitaria per La Cultura Internazionale – Lumuci

Dott. Roberto Landolfi – Direttore Generale ASL Avellino 2

Prof. Giuseppe Gesa - Preside del Liceo Scientifico “P. S. Mancini”

Interventi

L’Etica della vita - Prof. Aniello Montano 

Fertilità –Sterilità tra fisiopatologia e legge - Dott.  Francesco Finelli

La procreazione umana medicalmente assistita - Dott.Cristofaro De Stefano

Bioetica e statuto dell’embrione umano - Dott. Fernando Salerno 

Il ruolo della famiglia- luogo di formazione e la responsabilità della comunità Dott.ssa M. Grazia Fasoli

 

Orizzonti formativi per una cultura della legalità nella società del Ben-essere

Prof.ssa Giovanna Iasevoli

Crescere dentro  -  Prof.ssa Linda Criscitiello 

     L’attenzione all’altro- Prof.ssa Filomena Aiello

La Riproduzione Conoscenza Libertà Responsabilità

Conclusioni

Prof.  Giovanni Del Rio – Preside Facoltà Medicina e Chirurgia SUN Napoli

    Coordina i lavori: Dott.ssa Matilde Spinello – Coordinatore Servizio Sociale A.O. S. G. Moscati  Docente Università “Suor Orsola Benincasa”  Napoli

 

 
La pagina del Terzo Settore  

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FORMAZIONE UNIVERSITARIA NEL TERZO SETTORE

     

 

 

post-lauream  in Responsabile di progetti per la Gestione

delle Organizzazioni del Terzo  settore

 

Corso di formazione: Terzo Settore e Pubblica Amministrazione

 

Premessa

 

Il Terzo Settore- così denominato perché si distingue dal primo settore, lo Stato, che offre beni e servizi pubblici, nonché dal secondo settore, il mercato o settore for profit, che produce beni privati- costituisce  quell’area che si è andata formando tra Stato e mercato nella quale si offrono servizi, si scambiano beni relazionali,si forniscono risposte a bisogni personali o a categorie deboli secondo approcci che non sono originariamente connotati da strumentalità (come nel mercato), né da puro assistenzialismo (come nello Stato). La crescente gamma di bisogni prodotti dalle nuove condizioni sociali ha visto sempre più, in questi ultimi anni, organizzarsi in maniera autonoma la società civile, la quale in diverse forme (politiche, economiche, civili, sociali) partecipa alla realizzazione del bene comune. I soggetti che operano nell’ambito del TS sono numerosi e si muovono come formazioni sociali intermedie. La propria azione a volte è profondamente autonoma (come nel caso di famiglie, di reti di amicizia, di vicinato) cioè indipendente da ogni relazione con le istituzioni del mercato e dello Stato, il più delle volte, invece, s’intreccia, o si affianca e si relaziona con l’azione e l’attività di settori pubblici che erogano servizi; nonché con quella di imprese private del mercato che producono beni e servizi a fini di profitto.

a) Non c’è accordo tra gli studiosi e gli addetti ai lavori su quali siano le organizzazioni o gruppi sociali che rappresentano il TS. Alcuni ritengono che qualsiasi organismo di non-profit appartenga di per sé al TS; altri, invece, ritengono che solo le organizzazioni di privato sociale (Ops) come le associazioni di volontariato, le associazioni di famiglie, le associazioni di promozione sociale, le cooperative sociali di tipo A e/o B, le fondazioni, le banche etiche, siano rappresentative del TS. In ogni caso, al di là di tali dispute, che tuttavia hanno la loro rilevanza per la ricaduta e le caratteristiche specifiche da assegnare agli organismi che afferiscono al TS, si può senz’altro sostenere che tale area è contraddistinta dal fatto che i gruppi e le organizzazioni che vi operano tendono a soddisfare con modalità relazionali diverse e talvolta innovative la gamma dei bisogni alla persona e/o a categorie sociali. C’è da dire in particolare che si evidenzia una crescita dell’attenzione verso l’impegno associativo e volontario da parte di gruppi sociali sempre più ampi riservata  nei settori sociali (nella formazione,iniziative di impresa,di cooperazione …)quasi a conferma di un graduale ma inarrestabile passaggio delle responsabilità sociali dal potere pubblico ai diversi soggetti sociali

-I corsi di formazione si fondano sul presupposto che il terzo settore rappresenta un  momento di umanizzazione della             società postindustriale competitiva che produce emarginazione e  che ha bisogno, per mantenere il consenso, di sviluppare azioni di supporto  e di        recupero dei meno dotati e/o fortunati,è  necessario quindi favorire organizzare e gestire  un forte associazionismo sociale e un  attivo volontariato sociale  e progetti capaci di sostenere gli «ultimi e consentire allo sviluppo di procedere in avanti,in quanto la società   postindustriale  vede anche crescere una domanda di partecipazione di qualità diversa:una richiesta di partecipazione in ambito economico (partecipazione creativa al lavoro ) attraverso le imprese e gli enti non profit.

Si procede attualmente verso una crescente integrazione di sistema che vede coinvolti servizi e imprese sociali derivanti da una cultura della cittadinanza,concepiti e voluti come luoghi organizzativi e sociali con lo scopo di tutelare i diritti di cittadinanza e di incrementare le possibilità del loro effettivo esercizio

 La formazione di nuove figure professionali si fonda sul presupposto che il Terzo settore sta diventando quel luogo antropologico in cui si realizza la ricostruzione del patto di solidarietà tra i cittadini e le istituzioni, quasi una “Officina” per riflettere sui problemi, sulle contraddizioni e sulle speranze di una società in continua evoluzione,luogo di confronto

 La riforma del Welfare, le potenzialità dello sviluppo dell'occupazione, l'allargamento della partecipazione comunitaria sono temi che oggi interrogano il terzo settore,le sfide che il Terzo settore deve affrontare oggi sono infatti proprio queste: contribuire ad allargare la sfera dei diritti sociali fruibili universalmente;creare servizi  di qualità, utili socialmente nel rispetto delle garanzie; arricchire il tessuto burocratico della società, favorendo la partecipazione diretta e attiva. L’aumento del numero delle organizzazioni aderenti, la crescita e la diversificazione delle attività del TS e la complessità e la varietà dei temi che  affronta inducono a considerare il Terzo settore non solo uno strumento per «gestire» servizi, ma anche uno strumento di trasformazione e di cambiamento sociale, che si  interroghi  sul modello e la qualità dello sviluppo e quindi rimetta seriamente in discussione le politiche economiche neoliberiste che producono maggiori disuguaglianze

L’esperto di gestione dei servizi e delle imprese a vocazione sociale proporrà progetti fondati sulla solidarietà,sull’economia sociale (non dedita  profitti) per risolvere i problemi delle persone e della collettività;progetti non subalterni alle istituzioni ma che producano e gestiscano dei servizi;una figura che abbia un ruolo critico, di stimolo alla rimozione delle cause che creano le ingiustizie e le disuguaglianze sociali,non solo in ambito italiano ma anche internazionale,criticando la globalizzazione liberista, il ricorso alle guerra alle violenze, l'assenza di politiche economiche di sviluppo a favore dei Paesi più poveri

Il corso di formazione in gestione delle politiche sociali,dunque,intende dare elementi  progettuali, essere un utile strumento  per  orientarsi nel variegato mondo del terzo settore e nello stesso tempo  stimolare l'attenzione e la partecipazione ai tanti problemi che bisogna affrontare per costruire una società più giusta e  solidale.

- Costituisce un momento di orientamento,di formazione,di discussione e confronto sulle questioni politiche, economiche e sociali rilevanti per il  3 settore; 

- Un’occasione per raccogliere e diffondere informazioni e comunicazioni sulle attività del 3 settore (iniziative, campagne, prese di posizione)

- Promuovere e istruire iniziative/adesioni comuni e coordinate; integrazione tra associazioni, opere e servizi (casa del lavoro,patronati…..)

- Offrire occasioni di studio ed elaborazione su tematiche (quali legislazione, fiscalità, finanza etica, bilancio sociale) rilevanti per le finalità e le attività

-Intende essere luogo in cui organizzazioni di terzo settore possono trovare informazioni e momenti di confronto informali;(piano sociale

-Luogo per l’organizzazione di iniziative, per l’approfondimento,la progettazione ,la partecipazione a seminari e convegni;

-Luogo di incontro per progettare e organizzare il governo di un sistema di alleanze con altre organizzazioni sociali al fine di intervenire per lo sviluppo e il dialogo civile e della promozione della cittadinanza attiva;

 -Luogo di analisi e di elaborazione sulle questioni politiche e legislative rilevanti condotta in collaborazione con altri soggetti.

(Prof.ssa Giovanna Iasevoli)

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